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Bambini, Scienza e Psicologia in Cucina

Cucinare insieme

Da quando è nato mio figlio Noah mi sono documentata affinché potessi preparargli cibi gustosi, invitanti ma soprattutto sani. Ad esempio l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) consiglia di non utilizzare né sale né zucchero raffinato prima dei tre anni di età. Un consumo ridotto anche successivamente non può che essere salutare sia per i bambini che per gli adulti.

A volte conciliare il lavoro, la preparazione di una cena equilibrata ogni sera, i giochi con mio figlio e tempo da dedicare alla coppia non è così semplice, ma con una buona organizzazione e il coinvolgimento di tutta la famiglia tutto diventa più facile e divertente. Come tante donne lavoro e quando mi dedico alla preparazione dei pasti, soprattutto la cena, perché a pranzo Noah è al nido d’infanzia e il mio compagno non rientra. Quando cucino cerco di non fare solamente la porzione per una volta, ma spesso ne preparo di più da poter conservare in freezer per un’altra volta o due. Ovviamente non è possibile per tutto, ma per molte cose sì ed è molto comodo, perché tutte le sere non ho tempo di stare una o due ore ai fornelli.

Mi capita anche spesso di fare piccoli sacchetti che ripongo in freezer, con piselli freschi, basilico, fragole ecc. per poter conservare alcuni cibi di stagione anche nei mesi in cui questi non si trovano più.

La cosa fondamentale da fare prima di poter preparare qualsiasi cosa è fare la spesa dove Noah viene coinvolto attivamente. A casa mi aiuta a fare la lista della spesa, lui con il suo foglio ed io con il mio e ognuno scrive e scarabocchia la lista delle cose da comprare. Dopodiché andiamo a fare la spesa e capita che sia lui a ricordarmi qualcosa (ovviamente perché l’ho ripetuto un milione di volte prima di uscire!).

Ha due anni e poco più e non è un genio, è solo un bambino come tanti altri molto ma molto curioso ed altrettanto coinvolto in tutto quello che succede intorno a lui. Noah è un bambino e come tale non è ancor in grado di decidere cosa è più opportuno comprare in quel momento, ma è comunque un membro attivo della famiglia, in quanto gli viene data la possibilità di scegliere tra due tipi di bevande o i gusti del gelato ad esempio. Questa sua partecipazione ovviamente richiede impegno da parte di tutti e non poche difficoltà, perché lui vuole sempre fare da solo e proprio se non riesce richiede il nostro aiuto.

Noah, essendo in grado di fare piccole scelte, e questo sono convinta che possa aver anche un effetto positivo e fortificante per la sua autostima, lo aiuta ad essere anche piano piano responsabile di ciò che ha scelto. Per piccole scelte intendo, che se facciamo dei biscotti ad esempio, gli faccio scegliere se mettere un po’ di mandorle o un po’ di nocciole all’interno, sono scelte che non influiscono sulla nostra preparazione ma certamente sul gusto.

La sua “indipendenza” è straordinaria quanto impegnativa, perché se lui vuole chiudere o aprire un tappo della bottiglia da solo, lui lo deve fare e potremmo iniziare a versare la bevanda dopo 10 minuti, che credetemi sembrano talvolta 10 ore. A volte, ho fretta, e le richieste e la voglia di fare di Noah devono per forza passare purtroppo in secondo piano ed è per questo che il più delle volte che siamo insieme facciamo le cose con calma, perché rispettare i suoi tempi vuol dire rispettare lui, perché i bambini sanno fare quasi tutto, hanno solo bisogno del nostro tempo.

Noah ci aiuta anche quando dobbiamo sistemare la spesa, ci porta anche le bottiglie di vetro più delicate, in quanto dargli fiducia è di fondamentale importanza perché possa imparare a maneggiare i materiali con la cura che meritano. Ogni tanto qualcosa si rompe, ma solo così può capire che ci sono cose più delicate e fragili di altre. Questo non vuol dire fargli fare tutto quello che vuole e quando vuole, ma se gli impedissi di fare tutto vorrebbe dire che non imparerebbe mai a fare da solo e a sbagliare.

Quando prepariamo il pane fatto in casa o una torta lui è il primo a ricordarci di mettere il grembiule e così si comincia a dosare gli ingredienti, a mescolarli, a mettere in azione l’impastatrice o direttamente le mani e se si può anche assaggiare ciò che poi dovremmo mangiare Noah è sicuramente più contento.

Coinvolgere i bambini nelle preparazione richiede tanta pazienza, un pizzico di entusiasmo e tanta voglia di pulire, ma anche per il riordino e la pulizia, se i bambini vengono coinvolti in maniera divertente, saranno dei validi aiutanti e dei futuri adulti più responsabili.

La parola chiave quando io e il mio piccolo “cheffino” siamo in cucina a fare disastri e confusione rimane comunque DIVERTIMENTO e non tutto quello che proviamo a fare riesce bene, si presenta in maniera esemplare e ci piace come sapore, ma nel frattempo abbiamo comunque passato il nostro tempo insieme in maniera piacevole.

Dott.ssa Erika Silighini

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